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Centinaia di migliaia di persone sarebbero pronte a comprare arte.Lo dicono i sondaggi sui proprietari di depositi di banca.Philippe Daveriopublished by Matteo Simonetti  Ma che cosa comprerebbero, in campo artistico, non si sa. Non lo sanno i possibili acquirenti. Non lo sanno i venditori. E non lo sanno neppure gli artisti, che dai loro studi continuano a lamentarsi. Il mercato d'arte è in ebollizione, a causa di un'espansione pari solo alla propria indisciplina. L'interesse per le arti visive negli ultimi trent'anni è passato dall'essere una questione per pochi - intenditori o specialisti - a una passione di molti: tutti quelli che affollano le mostre in giro per il mondo o si abbonano alle riviste di settore.
La faccenda è chiara solo per il vertice della piramide dell'Art Buying, dove i prezzi sono da capogiro e l'impegno speculativo di mercanti e finanziatori rasenta talvolta l'incoscienza.
Quali saranno gli scenari futuri? La scorpacciata sarà privilegio esclusivo di poche menti superiori che operano a NyLon (quell'unico mercato formato da New York e Londra) e che vorrebbero trasformare il tessuto commerciale mondiale in una rete di concessionarie? E se invece l'avvenire riservasse al mercato dell'arte sorprese di flessibilità che hanno già alterato le previsioni troppo rigide di altri mercati, sia di beni sia di prodotti finanziari? Per molti il mercato dell'arte è soprattutto una vera opportunità di compravendita, che permette spostamenti di valore definiti nel breve periodo; per tanti altri il collocamento dei propri risparmi in beni artistici appare come operazione a lungo termine, una sorta di salvadanaio.
Vi è infine sicuramente oggi anche un'altra categoria, della quale poco si parla, e cioè quella che acuista arte esclusivamente per piacere o per esaltare la propria identità, con un comportamento tipico del collezionismo delle epoche passate. A tal proposito va ricordato che alcune delle opere più famose della storia dell'arte non hanno mai affrontato la verifica della compravendita, e si trovano collocate presso le famiglie che ebbero la fortuna di appropiarsene al momento della loro creazione, dalla cupola di San Pietro alla Canestra di Frutta del Caravaggio.
Certo i dati sono cambiati. Se l'Italia del seicento aveva l'1% di una popolazione di 15 milioni di persone coinvolto nel mondo delle arti, cioè 150 mila individui soddisfatti da trecento artisti, quella d'oggi ha il 5% di una popolazione di 60 milioni, cioè 3 milioni di individui - 20 volte di più - senza però trovarsi di fronte proporzionalmente seimila artisti, anzi con una Biennale veneziana che quest'anno riduce il numero degli italiani presenti ai soli quattro selezionati perchè partecipi del circolo newyorkese. D la repubbilca delle donne. n.555 30 giugno 2007
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