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L'arte dopo la filosofia, il significato dell'arte concettualeJoseph Kosuthsegnalato da Matteo Simonetti Edito da costaenolan
Le intenzioni comunicative dell'artista vengono continuamente contraddette dall'isolamento a cui sembra condannato il risultato materiale della sua attività, quadro, scultura o performance che sia: producendo per sconosciuti i cui stili di vita, credenze, bisogni gli sono del tutto ignoti, il rischio che corre è quello che la verità portata dalla sua esperienza venga irrimediabilmente eclissata dalla fisicità dell'opera.
Gli scritti teorico-programmatici di Kosuth sono, a distanza di anni, ancora vitali ed interessanti, sia come documentazione della nascita delle avanguardie concettuali nella metà degli anni sessanta, sia per riflettere sulla relazione artista-opera-pubblico, che ancora oggi sembra divaricarsi in un orizzonte di reciproca incomprensione. Come un antropologo, l'artista deve operare una riflessione talmente interna alla filosofia, alla storia e alla società, da produrre, oltre all'apprezzamento visivo delle opere, anche un fondamentale lavoro di avvicinamento al pubblico.
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COLORE Una biografia (BRIGHT HEARTH) FONDAMENTA DEGLI INCURABILI L'arte dopo la filosofia, il significato dell'arte concettuale LA VISIONE DALL'INTERNO Arte e cervello (INNER VISION An Exploration of Art and the Brain) Leo Castelli. L'italiano che inventò l'arte in America
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