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FONDAMENTA DEGLI INCURABILIIosif Brodskijsegnalato da Luigi Mercanzin traduzione di Gilberto Forti
Adelphi Edizioni (Piccola Biblioteca 259), Milano, 1991.
«Il pizzo verticale delle facciate veneziane è il più bel disegno che il tempo- alias-acqua abbia lasciato sulla terraferma, in qualsiasi parte del globo». Parlare di Venezia significa parlare di tutto – e in particolare della letteratura, del tempo, della forma, dell'occhio che guarda. Così è per Brodskij in senso pienamente letterale. Questa divagazione su una città si spinge nelle profondità della memoria del pianeta, sino alla nascita della vita dalle acque, da una parte; e, dall'altra, nei meandri della memoria dello scrittore, intrecciando alla riflessione le apparizioni del ricordo di certi momenti, di certi fatti che per lui avvennero a Venezia. C'è qui, come sempre in B., l'immediatezza della percezione e il gioco fulmineo che la traspone su un piano metafisico. E, per il lettore, quella percezione, quel contrappunto di immagini e pensieri intriderà d'ora in poi il nome stesso di Venezia.
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COLORE Una biografia (BRIGHT HEARTH) FONDAMENTA DEGLI INCURABILI L'arte dopo la filosofia, il significato dell'arte concettuale LA VISIONE DALL'INTERNO Arte e cervello (INNER VISION An Exploration of Art and the Brain) Leo Castelli. L'italiano che inventò l'arte in America
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