ibrig webmagazine di arte

06 September 2010 - Numero 2

GENERALE


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INTERVISTE

No Loco

Una galleria Atipica

made by Elisabetta Vanzelli

Cominciamo innanzitutto raccontando dove siamo...

Siamo a Noloco! Noloco studio è uno spazio espositivo no profit, credo sia una delle poche volte in cui la parola "no profit" ha un significato reale: in genere il no profit guadagna fino al 15% sulle opere vendute, io ci spendo fino al 30%, quindi per ora questa galleria è decisamente un investimento! Tra l’altro non vorrei fosse chiamata galleria, preferirei vetrina, spazio espositivo o contenitore anche se alla fine diventa inevitabile chiamarla galleria... Ho inaugurato il 16 giugno 2006 con una mia personale. Forse non era la cosa migliore da fare ma visto che avevo sostenuto diverse spese...

E Come è andata?

Bene, sono rientrato dalle spese, ho venduto alcuni quadri ma ciò che più conta è che si è innescato un meccanismo non a spese di qualcun'altro ma a spese mie (e guadagno anche).

Quante mostre avete realizzato fino ad ora?

Fino ad ora ne abbiamo realizzate dieci e direi che abbiamo chiuso un anno di attività nel modo migliore.

Immagino che la scelta di non voler essere commerciale nasca dal desiderio di proporre qualcosa di diverso, dalla consapevolezza che sia veramente necessario procedere in modo alternativo, in un modo cioè che valorizzi per prima cosa gli artisti, richiamando l’attenzione anche a realtà meno note

Si, grosso modo l'idea è questa, dover scegliere per forza quello che fa tendenza non mi interessa. Tutt’ altro l'ottica da cui parte questa iniziativa è, diciamo, fortemente sociale: vorrei allargarmi a collaborazioni che possano incidere sulla popolazione con una comunicazione attiva e forte. Già le mostre di Katia Meneghini e di Moufida Fedhila presentano progetti site specific, che dialogano con i cittadini e vanno a scoprire il modo di vivere la città, la vita moderna, diciamo che quest’ aspirazione sociale della galleria porta da sè a divergere dall'obbiettivo commerciale! Tuttavia non posso astenermi del tutto dal considerare certi aspetti tecnici, vedi ad esempio la mostra di Miyoung Kwun, artista visiva eccezionale, ma selezionata anche perchè in contatto con il sistema dell'arte internazionale; in questo modo Miyoung si porterà nel curriculum anche la personale fatta da Noloco, il che ovviamente è molto importante per noi da un punto di vista pubblicitario.

Quanto conta la realtà cittadina che ti sta intorno? Ti senti coinvolto da ciò che accade e vorresti estenderne l’interesse anche al di fuori di Padova oppure non senti alcun legame con l’ambiente padovano?

Ti rispondo direttamente con un esempio: il progetto di Moufida Fedhila , artista francese particolarmente interessata al concetto di separazione geografica ed umana; la sua opera prevedeva un intervento sul muro di via Anelli poi trasformato in una installazione all'interno della galleria. Per nostra sfortuna la città balza agli onori della cronaca più per questi eventi che per altri, ma l'importante è che qualcuno ci rifletta sopra. ...Aggiungo poi che sono in contatto con altre gallerie “atipiche” che forniscono un servizio di ospitalità e un certo tipo di sostegno per gli artisti, operazione fondamentale se si vuole creare una struttura attiva in continuo contatto, per cui gli artisti che hanno partecipato alle iniziative di Noloco possono andare a Sidney piuttosto che Il Cairo, dove una galleria gli ospiterà durante il periodo dell'esposizione.

Passiamo a questioni di tutt’altro carattere: parlami di come gestisci Noloco da un punto di vista organizzativo. E’ indispensabile un lavoro di squadra?

Questa è una domanda molto complicata...non posso nascondere che me la sto facendo da molto tempo, da quando ho aperto questo spazio! Noloco non è stato formalizzato come associazione, è stato uno spazio gestito da tre amici fino ad un certo punto, e poi da me soltanto; sicuramente non posso nascondere che c'è bisogno dell'aiuto di altre persone a livello organizzativo.

E a livello di ideazione?

E' molto complicato trovare qualcuno che mi possa aiutare in maniera flessibile a gestire questo spazio, perchè comunque l'idea che ho è fortemente mia; potrebbe essere condivisibile, ma probabilmente da persone che non si porrebbero i problemi che mi pongo io nell'esporre determinate cose...in fin dei conti io vivo proprio qui dietro, ho dei problemi di tipo tecnico che devo considerare, questa per me è la prima cosa. Provo inoltre una sorta di allergia per le strutture piramidali che si verrebbero a costituire, ed ho anche la sensazione che comunque non riceverei finanziamenti di alcun tipo nè da comuni nè da regioni o provincie: sto vedendo fin troppe realtà che naufragano in povertà pur essendo produttrici di benessere culturale, di alternative valide. Per adesso continuo questa progetto da solo.

Qual’è il rapporto con le istituzioni?

Il rapporto con le istituzioni è nullo; personalmente ci lavoro part-time e per il resto del tempo preferisco non avere a che fare con loro in alcun modo.

Ma c'è stato interesse da parte loro nei tuoi confronti?

Ho mandato delle mail a persone che fanno parte del settore cultura ed alcuni sono venuti, ma non c'è stato nient'altro...in ogni caso sarebbe un "qualcos'altro" che dovrebbe seguire alla formalizzazione dell'associazione, questo va chiarito...come singolo che mette a disposizione casa sua per esporre opere d’arte, la questione è diversa... Al momento comunque, per come stanno andando le cose, non mi serve l'appoggio delle istituzioni.

L'intervista continua, scarica la versione completa in formato pdf: clicca qui

www.noloco.it

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