ibrig webmagazine di arte

06 September 2010 - Numero 2

GENERALE


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INTERVISTE

Ibrig.net

una scommessa

made by ibrig

Potete raccontarci come è nato il progetto Ibrig?

Ognuno di noi è collegato a suo modo al mondo dell'arte: chi per lavoro, chi per interesse personale, e quando stiamo insieme affrontiamo spesso l'argomento, ci ritroviamo ad inaugurazioni, seguiamo le novità... si potrebbe quasi dire che il progetto Ibrig sia venuto da sè, come ulteriore passo del nostro percorso: nasce un pò per sfida e un pò per passione!

Qual'era il vostro obbiettivo?

Ci piacerebbe che Ibrig, attraverso le interviste e la collezione di testi, proponesse degli spunti di riflessione per comprendere un po' più a fondo il mondo dell'arte contemporanea; partiamo dal presupposto che non siamo nè critici nè storici dell'arte di professione, pertanto nessun giudizio personale; approfondiremo ed evidenzieremo realtà particolari ed interessanti, da quelle di fama indiscussa a quelle magari meno conosciute, di nicchia, ma ugualmente vivaci e attive.

Siete soddisfatti di quello che avete creato e del riscontro che avete ricevuto?

Siamo contenti ed emozionati per questo nuovo progetto; per quanto riguarda il riscontro ricevuto, al momento non è possibile rispondere.

Qual è il rapporto con il vostro pubblico?

Idem come sopra.

La cosa più bella che vi è capitata da quando avete iniziato...

Nonostante tutto, aver pubblicato il numero 0.

Cosa ne pensate del mondo dell'informazione in Italia e come giudicate il fenomeno free press?

Il periodo di crisi che sta vivendo la stampa tradizionale invoglia molte persone a far riferimento alla stampa libera, realtà che consideriamo un'utile risorsa, ma non priva di insidie: la grande partecipazione di menti crea una grande quantità di contenuti che possono essere male interpretati se presi con troppa leggerezza.

Perchè avete deciso di usare il web come contenitore piuttosto che uno spazio fisico come poteva essere quello di una galleria?

Essenzialmente lo abbiamo fatto per una questione di costi. Aprire una associazione culturale sarebbe stato bello, ma al momento irrealizzabile. Abbiamo deciso quindi di iniziare nel web senza escludere la possibilità futura di proporre eventi sponsorizzati dal nostro sito.

Qual è, secondo voi, l'effetto che ha avuto il web nella divulgazione e fruizione dell'arte?

Lo stesso effetto ottenuto per tutte le altre informazioni che circolano al suo interno: l'utente deve essere in grado di filtrare e giudicare ciò che ha di fronte. Per quel che riguarda il campo dell'arte, la sua divulgazione, come per la stampa libera in generale, ha avuto indiscutibilmente una forte spinta, diventando quasi di dominio popolare, ma si è creato anche un sottobosco di piccole realtà che inevitabilmente generano caos. E' sempre più difficile distinguere ciò che ha una vera valenza artistica in un grande mare di informazione!

L'arte oggi: di tutti e per tutti?

Quella del valore sociale dell'arte è una tematica molto complessa, che dura da secoli; di certo si è evoluta verso una soluzione "di comunione", aperta a tutti: Dubuffet diceva addirittura: "Tutti sono artisti. Dipingere è come parlare o camminare." Attualmente, grazie anche alle nuove tecnologie di cui disponiamo, l'arte è sicuramente alla portata di chiunque ne sia interessato, ma resta da vedere il livello di consapevolezza del fruitore... Diciamo che l'arte è oggi finalmente per tutti, ma non tutti sono forse in grado di coglierla nella sua completezza e complessità.

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