mai dimentica daniela manzolli

Daniela Manzolli si serve della componente mnemonica per arrivare a conclusioni relative all’ambito dell’operare artistico.
Nel suo video viene raccontata la storia di Raperonzolo, ma all’originale linguaggio fiabesco, vivace e delicato, viene sostituita una successione ritmica di numeri.
La modificazione della parola in numero, ognuno dei quali corrispondente ai vocaboli della fiaba stessa, determina un’aggravarsi del contesto narrativo, laddove fondamentale risulta l’intensità di espressione di ogni singolo numero a discapito dell’esposizione orale.
Attraverso questa trasformazione corrispettiva la Manzolli desidera evidenziare la gravosità e la fatica dell’esercizio artistico.

Daniela Manzolli: Se Raperonzolo se ne fosse stata zitta?
Al principe che perse la vista per vedere una voce.
Porta Savonarola, trent’anni fa, era la sede dove si esercitava e recitava il Piccolo Teatro Veneto, l’allora giovane gruppo da tempo si è sciolto; grazie ad uno dei suoi ex componenti, Victor Ruzzante, abbiamo ritrovato Federico Pinaffo (il regista) che continua a lavorare per il teatro. Sono rimasta incuriosita dal fatto che Federico Pinaffo ora, tra le varie attività, lavori per la realizzione di libri per ciechi e insegni recitazione nelle scuole.
Nel video realizzato per “Mai dimentica” Federico Pinaffo legge la fiaba di Raperonzolo trasformando le parole in numeri; compie un esercizio nel luogo dove ha iniziato la sua attività teatrale, ritorna alle sue origini con una fiaba, la fiaba della voce che rende ciechi e delle lacrime miracolase della bella Raperonzolo dai lunghissimi capelli dorati imprigionata in una torre.
La fiaba è ridotta ad un puro esercizio espressivo, diventa un archetipo. Mi piace immaginare che la fatica dell’esercizio sia rimasta imprigionata per trent’anni in un’antica porta, la porta che mancava alla torre di Raperonzolo che cantava cantava e cantava…

Ringrazio Federico Pinaffo, Victor Ruzzante, Emiliano Kurdi (Kamikaze Hit Farm), il Piccolo Teatro Veneto e il topo Giorgio.