mai dimentica Alessandro Cardinale

Alessandro Cardinale sviluppa un’indagine relativa alla percezione spaziale alterandone l’intuizione da parte dello spettatore attraverso l’utilizzo di due immagini riflesse, opposte ma complementari, la cui fusione genera un corpo umano perfetto nella sua interezza.
Uno specchio intermedio, composto da fasce piene e vuote che si ripetono ad intervalli regolari, permette il compimento dell’immagine e la presa di coscienza da parte dello spettatore.
Non solo, attraverso un gioco di presenzaassenza, lo spettatore stesso interagisce con l’opera d’arte determinando un’impressione diversa da quella sviluppata inizialmente.

"Elisabetta Vanzelli: questa tua opera permette un dialogo con lo spettatore, che assume un ruolo attivo all’interno della composizione determinandone l’esito finale:è un gioco fondato sul contrasto di pieni e di vuoti, di presenze ed assenze, di suggestioni momentanee ed indipendenti.

Alessandro Cardinale: la mia ricerca parte dalla scultura ed è sempre stata votata alla perdita dei suoi valori tradizionali come la monumentalità e la pesantezza attuando un progressivo processo di abbandono della materia, per poter arrivare all'essenzialità della leggerezza. Nelle mie prime sculture io davo maggior importanza alla loro ombra portata rispetto al loro modellato, successivamente mi sono concentrato sul riflesso nell'acqua dentro le quali erano posate, ora mi stò occupando della luce. Il mio intento è sempre stato quello di far spostare l'attenzione dello spettatore verso elementi normalente non considerati per arrivare ad una diversa percezione.
Nel lavoro "fusione" l'interezza dell'opera non la si percepisce guardando le fotografie direttamente ma il loro riflesso sullo specchio, che contiene una terza fotografia virtuale che va ad integrarsi con lo spettatore che guarda.